Grazie!!!

GRAZIE !!!

Grazie per questo “mostro” che fa emergere qualcosa di cui non mi posso lamentare.

Grazie per l’ennesimo pestone ai piedi, e dire che pensavo di non aver più bisogno del pepe al c**o per muovermi. Per trasformare, incanalare la disperazione in un moto creativo, piuttosto che alimentare l’indecente masochismo e il vittimismo perverso.

Grazie a ciò che sono diventato, attraverso una tribolazione insostenibile, una guerra contro me stesso degna delle più cruente trincee.

Grazie per la GRAZIA ricevuta.

“Offri solo misericordia perché questa è ciò che hai ricevuto.” Cit. UCIM.

Quanto tempo ho stagnato nel vorrei ma…

E il lamento era il rifugio più comodo, disponibile e facile. Una sontuosa zona di comfort, dove non potevo più perdere, soffrire e…nemmeno vivere. Ero diventato fango e nel fango era il mio posto.

Il lamento disperato e nevrotico era il pane quotidiano. Avvolto, incredibilmente anche lì, da un’aurea di presunzione e arroganza che consumava, come si consuma un gesso sull’asfalto, mente, corpo, Vita. Un sacrificio impagabile, un debito eterno ed eternamente rivalutato, al quale ho offerto tutto ciò che di luminoso e splendente avevo conservato speranzoso di placare la mia stessa ira.

Ecco sua “maestà” il senso di colpa, che gravava su questo capo ormai ridotto a mero oggetto tra le più insignificanti suppellettili.

IO devo fare, risolvere, dare, dimostrare e rispondere, IO devo trovare la soluzione, IO, IO, IOOOO.

Talmente agganciato dal rimorso, che auto-fagocitarmi, negarmi, annegarmi è stato un obbiettivo a lungo perseguito. sua “maestà”, il pifferaio magico suonava e io, ipnotizzato ma incantato dalla mia grandiosità, seguivo cieco verso la pena eterna e ancora e ancora.

Quindi GRAZIE a ciò che non mi permette più di scappare, giustificarmi, lamentarmi e negarmi.

GRAZIE a ciò che porta a galla il senso di incapacità, inutilità, non-senso, nevrosi, finzione ed elucubrazioni mentali.

GRAZIE perché brucerà tutto quanto di finto c’è ancora in me.

Grazie a chi non risponde, perché mi porta ad ascoltare e connettermi con me stesso.

Grazie a chi non cammina con me, perché mi sprona a focalizzarmi ancora di più.

Grazie alle coscienze addormentate perché mi ricordano che l’esempio è il modo più coerente di insegnare.

Grazie per la GRAZIA di riuscire a prendermi la responsabilità, con leggerezza, di ciò che percepisco.

Grazie a chi non c’è perché mi ricorda che se è andata così non poteva essere altrimenti.

Grazie a chi mi delude, perché mi insegna a custodire i miei sogni.

Grazie a chi mi prende per il c**o e/o svilisce, perché mi offre l’occasione di provare compassione per come è stato trattato.

Grazie a chi pretende senza fine perché mi ricorda che sono capace.

GRAZIE a questa coscienza ritrovata. Il tempo della guerra con me stesso, della paura e negazione sta per arrivare al termine.

Grazie a Dio, o chiamatelo come volete, per ciò che sono e che sto tornando ad essere.

Aho 🔥

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